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Cabina analisi CEMS

Il progetto della Cabina analisi CEMS (Continuous Emissions Monitoring System) con tecnologia di spettroscopia FTIR (Fourier Transform Infrared) destinata al controllo delle emissioni di fumi a camino di un termovalorizzatore di rifiuti solidi urbani, ha avuto inizio nel mese di Febbraio 2016.

La fornitura, realizzata con il supporto di personale specializzato, si componeva di:

  • l’installazione di armadi FTIR asserviti all’analisi fumi da camino e degli relativi impianti di distribuzione elettrica e pneumatica (compreso l’impianto dei gas di servizio agli analizzatori) oltre che delle linee riscaldate di trasporto del gas da analizzare e di una cassetta riscaldata necessaria per il mantenimento del gas campione in temperatura
  • produzione e installazione di n°1 quadro elettrico di alimentazione, controllo e comando e di n°1 quadro di gestione della rete dati
  • integrazione della cabina con impianto di condizionamento e apparecchiature/utenze/servizi

Il progetto iniziato nel Febbraio 2016, è terminato a fine Aprile 2016 con la consegna al cliente finale a seguito di FAT funzionale con prove industriali previste dalle norme in vigore e rilascio della documentazione finale oltre che della dichiarazione di conformità alla norma CEI EN 61439-2.

Forni calce

Il progetto per la realizzazione di 2 forni DSS (doppio tino a sezione rettangolare con circolazione del gas in equicorrente con capacità 300 T/giorno) e 2 impianti di Idratazione (10 T/h) ha avuto inizio nel mese di ottobre del 2014.

La fornitura, nel suo complesso, ha riguardato 5 Quadri PLC, 5 Quadri MCC a cassetti non estraibili e 5 stazioni di supervisione per la sala controllo.
Nei mesi da Agosto a Novembre 2015 sono iniziate le attività di messa in servizio del primo forno, del primo impianto di idratazione e della sezione comune.
Con il supporto di personale locale sono state installate le stazioni di supervisione, completati i cavi di rete per la comunicazione tra i Quadri PLC e MCC delle varie sezioni e tra i PLC delle varie sezioni, sono state eseguite le verifiche elettriche e meccaniche delle apparecchiature in campo, e si è proceduto all’avviamento a vuoto e allo startup a caldo.

Nei mesi seguenti sono continuate le operazioni di tuning degli impianti per assicurare le prestazioni contrattuali e lo scorso mese di Maggio 2016 è proseguita l’attività di messa in servizio con il secondo impianto di idratazione.
Attualmente sono operative 4 sezioni su 5 e rimangono da eseguire le attività per la messa in servizio del 2° forno per cui non è ancora stato definito uno scheduling temporale.

Bioetanolo fonte rinnovabile

Lo stabilimento di Crescentino, in provincia di Vercelli, è il primo al mondo progettato e realizzato per produrre bioetanolo da residui agricoli o da piante non ad uso alimentare. È una vera e propria rivoluzione, inseguita da anni da molte imprese, anche di dimensioni globali, operanti nel settore dell’energia.

Ma nessun altro, fino ad oggi, è stato in grado di portare i risultati di laboratorio ad una vera e propria produzione su scala industriale.

Le esperienze maturate a Crescentino consentiranno la realizzazione di impianti simili negli Stati Uniti, in America Latina, Europa e Asia. Il progetto è stato sostenuto dalla Commissione Europea nell’ ambito del Settimo Programma Quadro per la ricerca e lo sviluppo.

La domanda di soluzioni alternative al petrolio è forte da tempo. Il petrolio, nel secolo scorso, ha determinato una gigantesca rivoluzione industriale, economica, sociale e ambientale. Oggi, la società, le normative e i mercati cercano soluzioni che possano conservare le qualità intrinseche dei prodotti derivati dal petrolio, ma a costi e impatti ambientali inferiori.

Fino ad oggi, si è potuto produrre bioetanolo utilizzando mais, canna da zucchero e altre produzioni vegetali creando però gravi conflitti tra l’uso alimentare e quello energetico di tali varietà, con conseguenti contraccolpi negativi sui costi delle derrate agricole. La nuova tecnologia supera questo limite, perché è in grado di estrarre bioetanolo dalle biomasse lignocellulosiche come l’Arundo Donax, la canna comune o scarti agricoli come la paglia.